
Maggiori produttori di petrolio nel 2025: I principali fornitori di greggio per paese
L’offerta globale di petrolio nel 2025 è segnata da un equilibrio tra le restrizioni dell’OPEC+ e la vigorosa crescita dei produttori non-OPEC. Secondo previsioni affidabili (EIA, IEA, OPEC), raccolte da Trading Economics, la produzione continua a salire rispetto al 2024. Di seguito viene presentata una panoramica chiara, paese per paese, dei leader e dei fattori che guidano i loro barili quest’anno. Le cifre si riferiscono esclusivamente alla produzione di petrolio greggio (esclusi condensati, NGL e altri liquidi).
Nel 2025, la produzione mondiale di greggio si aggira intorno a 104–105 milioni di b/g, con un aumento di circa 1,6–1,9 milioni di b/g rispetto all’anno precedente. Gran parte della nuova offerta proviene dai produttori non-OPEC+, in particolare Stati Uniti, Brasile, Canada e Guyana, mentre l’OPEC+ proroga tagli volontari che limitano la crescita dei membri chiave. Tra i fattori macroeconomici figurano previsioni di prezzo più deboli (Brent in una fascia compresa tra 58 e 70 USD/barile secondo diverse stime), crescita disomogenea della domanda e geopolitica caratterizzata da sanzioni e conflitti regionali. Progetti offshore in acque profonde (Brasile), shale oil (USA) e sabbie bituminose (Canada) sostengono l’espansione. Allo stesso tempo, diversi produttori affrontano rischi legati a infrastrutture, investimenti o stabilità politica che continueranno a influenzare le loro traiettorie nel 2025.
Top 10 paesi per produzione nel 2025
1. 🇺🇸 Stati Uniti — 13.642 kb/g
Gli Stati Uniti restano il maggiore produttore di petrolio al mondo nel 2025 con una media di circa 13,6 milioni di b/g (13.642 kb/g). La crescita è trainata dal bacino Permiano, dove produttività ed espansione infrastrutturale continuano a stabilire nuovi record. L’eliminazione dei colli di bottiglia nelle pipeline e i guadagni di efficienza sostengono una produzione elevata nonostante la volatilità dei prezzi. Lo shale americano rimane il motore principale della crescita non-OPEC+ quest’anno. I costi dei servizi e i tassi di declino sono monitorati da vicino, ma la dinamica resta nettamente positiva.
2. 🇷🇺 Russia — 9.818 kb/g
La Russia mantiene una produzione sostanziale vicina a 9,8 milioni di b/g (9.818 kb/g) nonostante le sanzioni e il quadro OPEC+. I flussi di greggio riorientati e le vendite a prezzo scontato hanno sostenuto i livelli verso mercati alternativi. Il percorso politico all’interno dell’OPEC+ e la resilienza della logistica di esportazione sono variabili chiave nel 2025. Le limitazioni agli investimenti e all’accesso tecnologico persistono, ma la resilienza operativa si è dimostrata notevole. Gli osservatori seguono con attenzione la disciplina di conformità e le rotte di esportazione come indicatori dell’equilibrio annuale.
3. 🇸🇦 Arabia Saudita — 9.722 kb/g
L’Arabia Saudita produce in media circa 9,7 milioni di b/g (9.722 kb/g) poiché i tagli prolungati dell’OPEC+ limitano i volumi a breve termine. Con una capacità di riserva di circa 12 milioni di b/g, il Regno conserva un’elasticità unica per adeguare l’offerta in caso di cambiamenti politici. La strategia 2025 privilegia la stabilità del mercato piuttosto che la massimizzazione dei barili. La solidità dell’upstream domestico e la preparazione di megaprogetti garantiscono flessibilità. I segnali di prezzo e la coesione dell’OPEC+ guideranno eventuali aggiustamenti di produzione.
4. 🇨🇦 Canada — 4.420 kb/g
La produzione del Canada sale a circa 4,42 milioni di b/g (4.420 kb/g), con un aumento di circa 0,3 milioni di b/g su base annua. Le espansioni delle sabbie bituminose e le ottimizzazioni incrementali sono i principali fattori trainanti. La nuova capacità di trasporto migliora i margini e sostiene una produzione più stabile. Le politiche ambientali e gli standard ESG restano centrali nel ritmo dei progetti e nelle decisioni di investimento. Nel complesso, il 2025 segna un altro anno di crescita costante sostenuta dalle infrastrutture.
5. 🇨🇳 Cina — 4.350 kb/g
La produzione interna di greggio della Cina si mantiene attorno a 4,35 milioni di b/g (4.350 kb/g), riflettendo la riqualificazione dei giacimenti maturi. Recupero migliorato e investimenti mirati ammortizzano i cali. Pur rimanendo un grande importatore, la Cina considera strategica una produzione locale stabile. Il sostegno politico e i piani delle compagnie statali puntano a mantenere livelli di plateau. Il 2025 appare dunque ampiamente stabile con un potenziale di crescita limitato.
6. 🇮🇶 Iraq — 3.742 kb/g
L’Iraq produce in media circa 3,74 milioni di b/g (3.742 kb/g) sotto l’ombrello OPEC+. La performance dei supergiacimenti resta solida, anche se coordinamento delle esportazioni e fattori politici influenzano i volumi effettivi. L’affidabilità delle infrastrutture nei terminal del Sud è un punto di attenzione costante. I tempi di investimento e l’attività degli appaltatori determinano la crescita incrementale. Nel 2025, i volumi sono limitati più dalla politica che dalla geologia.
7. 🇧🇷 Brasile — 3.679 kb/g
Il Brasile raggiunge circa 3,68 milioni di b/g (3.679 kb/g) grazie ai progetti presal offshore. Gli sviluppi in acque profonde garantiscono alcuni dei maggiori guadagni non-OPEC+ del 2025. Pozzi ad alta produttività e FPSO affidabili sostengono lo slancio. La logistica e i programmi di manutenzione sono i principali fattori di variazione mensile. Nel complesso, il Brasile è una pietra angolare della crescita dell’offerta globale quest’anno.
8. 🇦🇪 Emirati Arabi Uniti — 3.240 kb/g
Gli Emirati producono circa 3,24 milioni di b/g (3.240 kb/g) restando allineati con gli obiettivi OPEC+. Il programma di espansione di ADNOC mantiene un potenziale di crescita a medio termine non appena la politica lo consentirà. La strategia 2025 bilancia la gestione del mercato con investimenti in capacità di riserva. Efficienza e bassa intensità carbonica rafforzano la competitività del paese. Qualsiasi allentamento dei tagli potrebbe immettere volumi significativi.
9. 🇮🇷 Iran — 3.218 kb/g
La produzione iraniana è stimata intorno a 3,22 milioni di b/g (3.218 kb/g), superiore agli anni precedenti nonostante le sanzioni. Canali commerciali alternativi e consumo interno sostengono la produzione. La dinamica politica e l’applicazione delle sanzioni restano le principali incertezze. La gestione dei giacimenti e la manutenzione hanno stabilizzato i cali nei campi più vecchi. Nel 2025, l’Iran rappresenta un fattore di rischio importante per gli equilibri e i differenziali di mercato.
10. 🇰🇼 Kuwait — 2.489 kb/g
Il Kuwait produce in media circa 2,49 milioni di b/g (2.489 kb/g) nel quadro OPEC+. La gestione dei giacimenti maturi e le attività di riqualificazione mantengono i volumi fondamentali. I progetti nella Zona Neutrale offrono un potenziale a medio termine a seconda della loro tempistica. Disciplina negli investimenti e affidabilità caratterizzano il settore upstream del paese. Nel 2025, è la politica, più che la geologia, a limitare la produzione.
Classifica Top 50
La classifica completa include produttori con più di circa 12 mila bbl/g, basata su previsioni 2025 (ad esempio metà anno) e adeguamenti di tendenza. Le cifre sono espresse in migliaia di barili al giorno (kb/g) e ordinate dalla più alta alla più bassa. I dati si riferiscono esclusivamente alla produzione di petrolio greggio (esclusi condensati, NGL e altri liquidi).
Top 10 produttori di petrolio greggio nel 2025 – Elenco dei paesi
| # | Paese | Produzione (kb/g) | Commento |
|---|---|---|---|
| 1 | 🇺🇸 Stati Uniti | 13.642 | I record guidati dallo shale, in particolare nel bacino Permiano, mantengono gli USA al primo posto mondiale. |
| 2 | 🇷🇺 Russia | 9.818 | Nonostante le sanzioni, la Russia mantiene livelli stabili grazie a mercati alternativi e resilienza operativa. |
| 3 | 🇸🇦 Arabia Saudita | 9.722 | L’Arabia Saudita limita i volumi sotto la politica OPEC+, ma conserva ampia capacità di riserva. |
| 4 | 🇨🇦 Canada | 4.420 | Le sabbie bituminose e le nuove capacità di trasporto sostengono la crescita stabile del Canada. |
| 5 | 🇨🇳 Cina | 4.350 | La produzione interna rimane stabile grazie alla riqualificazione di giacimenti maturi. |
| 6 | 🇮🇶 Iraq | 3.742 | I supergiacimenti iracheni garantiscono alti volumi, ma le quote OPEC+ limitano l’espansione. |
| 7 | 🇧🇷 Brasile | 3.679 | Il Brasile cresce con i progetti presal offshore, consolidandosi come motore non-OPEC+. |
| 8 | 🇦🇪 Emirati Arabi Uniti | 3.240 | Gli EAU rispettano l’OPEC+ pur investendo in capacità aggiuntiva futura. |
| 9 | 🇮🇷 Iran | 3.218 | La produzione iraniana aumenta nonostante le sanzioni, sostenuta da commercio alternativo e consumo interno. |
| 10 | 🇰🇼 Kuwait | 2.489 | Il Kuwait mantiene i campi maturi, mentre la Zona Neutrale offre potenziale a medio termine. |
| 11 | 🇰🇿 Kazakistan | 2.021 | I progetti del Caspio sostengono forniture stabili, rendendo il Kazakistan un attore chiave non-OPEC+. |
| 12 | 🇳🇴 Norvegia | 1.795 | I nuovi progetti nel Mare del Nord compensano i cali naturali e mantengono la produzione stabile. |
| 13 | 🇲🇽 Messico | 1.726 | La produzione offshore resta stabile, ma le pressioni di declino a lungo termine persistono. |
| 14 | 🇳🇬 Nigeria | 1.434 | La produzione rimane limitata da quote OPEC+ e problemi di sicurezza. |
| 15 | 🇱🇾 Libia | 1.380 | L’instabilità politica provoca volatilità, ma la capacità tecnica consente rapidi recuperi. |
| 16 | 🇶🇦 Qatar | 1.322 | Il Qatar mantiene stabile la produzione di greggio mentre espande il GNL. |
| 17 | 🇻🇪 Venezuela | 1.098 | La produzione venezuelana si riprende lentamente, trainata da progetti di greggio pesante. |
| 18 | 🇴🇲 Oman | 991 | L’Oman mantiene quasi 1 milione di b/g grazie a tecniche di recupero avanzate. |
| 19 | 🇩🇿 Algeria | 947 | L’Algeria rispetta i limiti OPEC+ con una produzione stabile ma contenuta. |
| 20 | 🇨🇴 Colombia | 750 | La Colombia resta stabile a circa 750 kb/g, dipendente da investimenti e sicurezza. |
| 21 | 🇦🇷 Argentina | 748 | Lo shale di Vaca Muerta spinge il ruolo crescente dell’Argentina nel mercato regionale. |
| 22 | 🇬🇧 Regno Unito | 644 | Il Mare del Nord continua a declinare gradualmente ma rimane rilevante per l’Europa. |
| 23 | 🇮🇳 India | 602 | La produzione interna dell’India è stabile, ma insufficiente rispetto alla domanda. |
| 24 | 🇮🇩 Indonesia | 583 | La produzione si stabilizza, ma i campi maturi limitano il potenziale di crescita. |
| 25 | 🇦🇿 Azerbaigian | 570 | Il giacimento ACG nel Caspio resta il cuore della produzione nazionale. |
| 26 | 🇪🇬 Egitto | 507 | L’Egitto produce nel Mediterraneo e nel deserto occidentale, accanto al boom del gas. |
| 27 | 🇲🇾 Malesia | 485 | Produzione offshore stabile, bilanciata dalle esportazioni di GNL. |
| 28 | 🇪🇨 Ecuador | 467 | L’Ecuador limita i volumi come membro OPEC+, nonostante la capacità tecnica. |
| 29 | 🇨🇬 Repubblica del Congo | 271 | I campi offshore mantengono modesti volumi sotto i vincoli OPEC+. |
| 30 | 🇦🇺 Australia | 261 | L’Australia mantiene livelli modesti grazie a progetti offshore. |
| 31 | 🇬🇦 Gabon | 226 | Il Gabon limita la produzione in linea con gli obblighi OPEC+. |
| 32 | 🇹🇲 Turkmenistan | 191 | Produzione stabile ma ridotta, dominata dal settore del gas. |
| 33 | 🇬🇭 Ghana | 184 | I campi Jubilee e TEN sostengono circa 200 kb/g. |
| 34 | 🇧🇭 Bahrein | 173 | Piccola produzione di greggio, supportata dall’integrazione downstream. |
| 35 | 🇻🇳 Vietnam | 165 | La produzione offshore resta stabile mentre cresce la domanda interna. |
| 36 | 🇹🇭 Thailandia | 153 | Produzione offshore modesta con un graduale declino. |
| 37 | 🇹🇷 Turchia | 130 | Produzione ridotta ma strategica per la sicurezza energetica. |
| 38 | 🇹🇩 Ciad | 127 | Esporta volumi modesti nonostante i limiti logistici. |
| 39 | 🇳🇪 Niger | 103 | Instabilità e mancanza di investimenti limitano la produzione del Niger. |
| 40 | 🇸🇾 Siria | 85 | Il conflitto mantiene la produzione ben al di sotto dei livelli pre-guerra. |
| 41 | 🇨🇮 Costa d’Avorio | 83 | I progetti offshore sostengono una piccola crescita stabile. |
| 42 | 🇧🇳 Brunei | 80 | La produzione resta stabile, dominata dalle esportazioni di GNL. |
| 43 | 🇩🇰 Danimarca | 79 | Il Mare del Nord fornisce ancora, ma con un calo graduale. |
| 44 | 🇮🇹 Italia | 79 | Giacimenti onshore e offshore sostengono una produzione modesta in Europa. |
| 45 | 🇵🇰 Pakistan | 61 | Produzione ridotta ma stabile, rilevante per ridurre le importazioni. |
| 46 | 🇨🇲 Camerun | 60 | I campi offshore mantengono livelli bassi ma costanti. |
| 47 | 🇷🇴 Romania | 52 | I campi maturi mantengono una produzione modesta in Europa. |
| 48 | 🇬🇶 Guinea Equatoriale | 51 | Piccola produzione offshore sotto i vincoli OPEC+. |
| 49 | 🇹🇹 Trinidad e Tobago | 51 | Produzione modesta, dominata da gas e petrolchimica. |
| 50 | 🇵🇪 Perù | 44 | Il Perù mantiene livelli bassi di produzione nel bacino amazzonico. |
La tabella aggrega dati ufficiali e previsioni (EIA, IEA, OPEC), raccolti da Trading Economics e armonizzati a una media del 2025. Possono esserci lievi discrepanze tra fonti e mesi, in particolare per produttori soggetti a sanzioni o sensibilità geopolitiche. La colonna delle note serve a evidenziare vincoli politici, fattori di crescita e precisazioni sui dati.
Nel 2025, la dinamica dell’offerta è dominata dalla crescita non-OPEC+ che compensa le riduzioni gestite dall’OPEC+. La produttività dello shale, i progetti presal in acque profonde e le sabbie bituminose restano i pilastri dei barili aggiuntivi. Prezzi e politiche guideranno gli aggiustamenti a breve termine, ma la pipeline di progetti indica una capacità upstream stabile. I rischi geopolitici e i colli di bottiglia infrastrutturali restano le variabili decisive per l’andamento mensile.